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sabato, 03 febbraio 2007

Una bara all'altezza del mio lignaggio!
Quelle parole mi fecero sorridere mentre atteggiavo il viso ad na maschera di pura sorpresa. Louis, mai attento alla raffinatezza eccessiva che sempre mi aveva rimproverato adesso usava il sacrasmo con me per sbattermi in faccia i miei piccoli vizi.
Bien. Avrei preteso un oggetto di manifattura squisita.
Non tentai di fermarlo quando si scostò, come si mi volesse sfuggire con malizia.
Al contrario lo seguii, a passi lenti e misurati, senza staccare gli occhi dalla sua nuca, quando mi precedette, nè dal suo viso, nell'attimo in cui di girò a guardarmi, facendo cenno di entrare.
Lo feci, naturalmente.
Trovandomi così nel suo atrio.
Di certo si era sistemato bene e tutto era avviluppato, lì dentro, nel gusto dell'alta borghesia che lo aveva caratterizzato fin dal principio.
Mossi alcuni passi all'interno della stanza, girando su me stesso.
"Niente male, niente male davvero, de Pointe du Lac." lo presi in giro, sorridendo, mentre mi lasciavo cadere sul divano alla parete, nel modo più ingombrante e provocatorio che potessi immaginare.
Dai miei abiti si alzò una nuvoletta della polvere funebre del cimitero, credo.
Sbottai in un largo sorriso.
" E bravo Louis."



scritto da LestatTheVampire

15:06
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lunedì, 18 dicembre 2006

Repressi un moto di stizza. Mellifluo come sempre. Non gradii il gesto di accarezzare Justine, perchè lo aveva fatto appositamente per provocarmi, avendo capito che quella ragazza non si toccava, che non era una cena per lui. Ma mio malgrado non mi scomposi. Non mi scansai, non mi sottrassi al suo tocco. Anzi volutamente mi avvicinai a lui ancora di più col viso, fino a quando tra le nostre labbra non vi era più che qualche millimetro di spazio a separarle. Ero deciso più che mai a non soccombere al suo modo di fare, trascinato dai troppi ricordi di 70 anni di vita insieme.  - Si mio caro Lestat, un bagno. Justine preparerà tutto l'occorrente e mentre aspettiamo ti mosterò la tua camera e farò in modo che tu abbia una bara all'altezza del tuo lignaggio - sorrisi e mi scansai, coprendo la distanza che mi separava dal portone con poche veloci falcate, quindi lo aprii invitando Lestat a precedermi all'interno dell'edificio.

scritto da JeSuisLouis

15:11
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martedì, 12 dicembre 2006

Non potei trattenere un sorriso.
Deliziata e spaventata, quella fanciulla. Spaventata da me. Non era splendido?
Lanciai a Louis uno sguardo divertito, un'occhiata a cui aggiunsi appena un briciolo di malizia. Cosa le aveva raccontato?
Quando lei si scostò, allungai una mano nella sua direzione a prendere il suo viso nell'incavo della mia mano. Nient'altro che una carezza.
Sentii le mie dita affondare nei capelli dietro la conchiglia dell'orecchio e il polpastrello del mio pollice disegnare la curva giovane e innocente della sua guancia.
"Madamoiselle Justine..." assaporai quel nome sulla lingua come se fosse stato il suo sangue. "Siete davvero, davvero splendida."
Ebbi per lei un sorriso che le mostrò i denti, bianchi e acuminati.
Poi mi scostai a mia volta, inchinandomi di nuovo.

"Ma certo, Louis" la guardai andare via e mi girai verso il mio compagno. Inaspettatamente, presi nella mano il suo viso come avevo preso quello di Justin. Questa volta accarezzai quella carne pretenaturale che era tanto simile alla mia. "Un bagno, oui? Un bagno ci vorrebbe prorio."



scritto da LestatTheVampire

17:09
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venerdì, 01 dicembre 2006

Avvertii la sua bramosia come la tensione che vibra nell'aria prima di un fulmine. E distolsi l'attenzione dai recessi della mia anima per dedicarla al mio compagno. Justine era appetibile lo sapevo. Nella sua innocenza di adolescente, vergine nel corpo e nell'anima. Fatalmente attratta da questa malia oscura che i vampiri esercitano sui viventi. Succube ai miei voleri. Schiava delle mie labbra. Mi voltai verso Lestat e lo fissai contrariato da sotto un sorriso cordiale. Justine dal canto suo pareva lusingata e imprudentemente incuriosita. Aveva sentito parlare di Lestat da me. Aveva voluto che le narrassi i 70 anni passati insieme, un tempo davvero incredibile per dei vampiri. Le avevo raccontato del nostro rapporto fatto di amore-odio e di dipendenza alle volte. E di come Lestat avesse creato Claudia per legarmi a sè ancora di più. Dei suoi capricci, del suo fare di tutto per aver ciò che voleva. Della sua passione per me, di questo sentimento che io avevo, nonostante tutto, ricambiato ma che mi aveva ferito moltissimo. Ma non avrei permesso che facesse del male a Justine. Lei non sarebbe mai dovuta divenire come noi.  Justine avvertì la mia contrarietà e si distaccò con garbo da Lestat.- Incantata- rispose cordialmente abbassando il capo. - Allora Lestat...vuoi ripulirti si o no?- lo incalzai senza staccare i miei occhi da lui mentre la ragazza si affrettava a rientrare per preparare la stanza e quant'altro occorresse.

scritto da JeSuisLouis

11:37
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venerdì, 01 dicembre 2006

Sentii la sete ruggirmi dentro con una ferocia familiare. Piacevole. La sete del sangue che mi aveva bruciato dalla mia prima notte.
Forse era stata la pelle di lei, nivea come la panna del latte fresco, ma con il calore mortale che la faceva sembrare appetitosa, mon Dieu, così appetitosa...  forse la sua giugulare pulsante.
Le presi la mano di slancio, come avrebbe fatto un giovane amante appassionato.
Sentii il suo calore tra le mie, gelide.
"Monsieur de Lioncourt" dissi. Poi ci tenni a precisare. "Marchese Lestat de Lioncourt." Di solito impressionava le ragazze, oui? Non al pari dei miei occhi violetti, ma le impressionava.
Mi chianai per baciarle il dorso.
Fu un errore. L'odore della sua pelle mi assalì, quello del suo sangue mi attrasse senza requie.
Se Louis non fosse stato così presente al mio fianco, l'averi fatta mia in quello stesso istante.



scritto da LestatTheVampire

11:04
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venerdì, 24 novembre 2006

- Siamo qui per questo no? Sei mio ospite- risposi distrattamente e poi poggiai l'altra mano sopra quella di Lestat  accarezzandola con sorniona dolcezza e avviandoci a braccetto verso l'ingresso, verso il cancello di ferro battuto che si aprì a noi, mosso da quello che parve all'inizio un alito di vento invisibile e poi si rivelò invece essere una ragazza adolescente, dai tratti del viso aggraziati e dai grandi occhi scuri e vagamente annebbiati. Portava i capelli neri legati in una crocchia sopra la nuca e qualche riccolo le ricadeva ai lati del viso. - Louis siete tornato...- mormorò sorridendomi con adorazione decisamente manifesta.- Oui, ma Chère- le risposi. Poi volgendosi verso il mio compagno lei sorrise ancora ma senza calore, solo con devota sottomissione - A chi ho l'onore di rivolgermi?- disse a Lestat. Spostai lo sguardo alla fontana quasi estraniandomi da lì per un attimo.



scritto da JeSuisLouis

11:41
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mercoledì, 22 novembre 2006

Appoggiai la mano sul suo polso e nel guardarla mi sorpresi.
Niente più grinze, orrende e luride. La mano di un gentiluomo. La mano bianca di un gentiluomo.
Strinsi le dita, sulla consistenza concreta di quel braccio che mi veniva offerto e piantai gli occhi in quelli di Louis.
Poi alla casa, dietro di lui.
Riconobbi lo stile. Più moderno, forse, nel gioco di linee. Più all'avanguardia nella scelta dei colori della facciata. Più cura nelle piante del giardino, che erano in un pitoresco, ma ordinato - e assolutamente ottocentesco - disordine romantico.

Era così buffo! Mi guardava con il palese buonsenso di un uomo buono. Un uomo buono che fa un'azione buona. Oh, Louis, Louis! Louis che a Pointe du Lac si atteggiava a splendido aristocratico, si rivelava quello che era e che sempre sarebbe stato: un borghese.
Un uomo buono. Che fa un azione buona.
Louis dagli occhi verdi e liquidi.
Gli sorrisi, con il cuore spalancato.

- Perchè non mi fai vedere la casa, Lou? - domandai



scritto da LestatTheVampire

01:27
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sabato, 11 novembre 2006

La carrozza si fermò di fronte alla mia casa. Non era una dimora eccessiva ma pur sempre graziosa. Due piani e un giardino all'ingresso. Forse la facciata anteriore ricordava vagamente la mia casa in Louisiana, il tipico stile con le colonne. C'era anche una fontana di dimensioni medie che zampillava 24 ore su 24. Amavo sedermi lì a pensare la notte. Lo scrosciare dell'acqua era rilassante e induceva una specie di ipnosi sui miei pensieri a volte turbolenti. - Siamo giunti Lestat, spero che troverai di tuo gusto la mia umile dimora.- dissi con una nota di ironia nella voce. Lui stava sorridendo e  sono certo si sentisse mano a mano nuovamente padrone di sè grazie alla mia clemenza. Mi faceva piacere ma in quel momento sondando nel mio animo, non vi scorsi sentimento che andasse oltre quello. Scesi dalla carrozza e quando poggiai i piedi a terra mi voltai verso di lui e gli porsi il mio braccio come appoggio, galante come un gentiluomo con la propria amante. Sorrisi scoprendo un poco le piccole zanne e i miei occhi scintillarono mentre una leggere brezza mi faceva ondeggiare qualche ricciolo nero attorno al viso.



scritto da JeSuisLouis

14:06
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sabato, 11 novembre 2006

Avrei voluto dire qualcosa.
Forse incitare il cocchiere a procdere più rapidamente di quanto stesse facendo.
Magari insultarlo.
O, perchè no, intonare l'aria di qualche opera che non sentivo da decenni.
Sarebbe stato più naturale.
Osservai invece la mia mano dentro quella di Louis e poi osservai lui, il suo profilo che si stagliava nella luce lunare del finestrino ritagliato, prima di quel tempo che era cambiato poco a poco, impercettibilmente, in mia assenza.
Il Giardino Selvaggio.
Avrei dovuto sorridere. Sarebbe stato appropriato.
Lo feci.



scritto da LestatTheVampire

09:31
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mercoledì, 08 novembre 2006

L'indecisione mi colse prepotente. Perchè mai avevo ceduto a lui!Che follia. E adesso Lestat voleva correre il rischio di starmi di nuovo accanto, forse sarebbe stato più opportuno per lui trovarsi un compagno meno astioso di me ma in quel momento pareva davvero non desiderare altro. Strattonai col braccio liberandomi della sua presa. - Non lo so...sei una piuma nel vento Lestat e io spesso troppo instabile emotivamente, credi che sia la cosa migliore da fare?- aggrottai la fronte con disappunto. Erano anni che non ci vedevamo e nuovamente eravamo ad un punto di partenza. Di cosa non lo sapevo ma avevo la sensazione che non ne sarebbe uscito nulla di positivo neanche questa volta. Ma forse,  scansando abilmente i miei dubbi, potevo vedere cosa ancora aveva da offrirmi Lestat. Potevo prendere e in quanto al dare...bè era tutto un altro discorso. Già mi ero sbilanciato troppo con lui e ogni qual volta accadeva ne uscivo irrimediabilmente ferito. Ma infondo cosa avevo da perdere in quel momento?Claudia era morta, Armand lontano chissà dove e io non avevo nessun'altro. Scossi la testa e sorrisi. - Va bene tentiamo, scivoliamo nuovamente in questo gioco infinito... e vediamo cosa accadrà.- Mi passai distrattamente una mano tra i riccioli neri e salii in carrozza accomodandomi accanto a Lestat, adagiando il mio corpo sul soffice cuscino come se fossi stato quasi impalpabile. Questa volta fui io a prendere la sua mano. - Hai bisogno di un bagno e anche di vestiti puliti.- gli dissi ma la mia voce uscì strana, come anonima e distaccata.


scritto da JeSuisLouis

15:47
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